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BELLEZZA IN AEREO: CONSIGLI E PRODOTTI

I prodotti salva pelle, l’acconciatura intelligente, l’esercizio che evita gonfiori e dolori in tutta discrezione. Le dritte per ” sopravvivere ” in quota, con i travel kit a prova di imbarco.

Prima, durante e dopo l’imbarco, cosa fare e non fare per viaggiare ” in bellezza ” ed atterrare col sorriso. Qualunque sia la meta delle vacanze.

FARE DUE CONTI: regolatevi in base alla time zone dell meta e contate le ore di differenza. Per minimizzare il jet leg, ovvero insonnia, spossatezza, mal di testa e disordine alimentare, partite d’anticipo. Se viaggiate verso Ovest, per tutta la settimana precedente andate a letto una o due ore dopo rispetto alle normali abitudini: una volta in loco sarà più facile prendere sonno la sera. Al contrario, chi viaggia verso Est, spostamento più impegnativo per il corpo umano dovendo mandare avanti l’orologio, il consiglio è di andare a letto due ore prima: sarà più facile sincronizzarsi con l’alba, anticipata di molte ore.

PRIMA DELL’ IMBARCO: una regolata all’orologio e un veloce passaggio in toilette per preparare la pelle. Regolate già l’orario su quello della meta d’arrivo: aiuterà psicologicamente a tenere il conto di ” quanto manca “. In base alla nuova ora, quindi, decidete se dormire o cercare di stare svegli in volo. Poi, struccatevi, meglio se con un leggero esfoliante. L’obiettivo è trasformare il resto del viaggio in una lunga seduta spa riposante.

DURANTE IL VOLO: il vero problema in volo è l’ossigenazione. La cabina, pressurizzata, non riceve aria fresca per ore e ore, con la conseguenza che l’umidità è pressoché assente e il tasso di anidride carbonica molto alto. Risultato: pelle che tira, lenti a contatto pietrificate negli occhi, mani e gola secca. Oltre a bere moltissimo ( la regola è almeno un bicchiere d’acqua ogni ’ora ), ecco perché è importante viaggiare possibilmente senza makeup e mai salire a bordo senza una travel size di un buon idratante. Le formule migliori ? Una crema ricca per le pelli normalmente già secche ” a terra “. Un siero per quelle normali, che vada a fondo ottimizzando la durata dell’idratazione. Un olio di rosa o lavanda per quelle grasse, che idrata mentre bilancia e controlla la produzione di sebo.

I DETTAGLI: un gel rinfrescante ricco di collagene e agenti idratanti per il contorno occhi, che regali un aspetto disteso e luminoso all’atterraggio. Un balsamo labbra per evitare seccature. Un’acqua termale spray per rifrescarsi senza spalmare prodotti con le dita. Totale: quattro prodotti, due generici e due specifici. Il plus ? Una maschera notte molto ricca di antiossidanti, vitamine e oli: lasciata in posa per tutte le ore di sonno garantisce una pelle a prova di sbarco senza makeup.

PAURA ? Puntate su un olio essenziale profumato, poche gocce su polsi, tempie e palmo della mano ( in cui respirare ogni paio d’ore ). Secondo i principi dell’aromaterapia, eucalipto, menta e tea treee sono le profumazioni migliori per tenere a bada i livelli di stress e mantenere la calma. No ai sonniferi, che confondono ancora di più l’organismo. E non dimenticatevi una bustina di zenzero per aromatizzare l’acqua: è un potente anti-nausea naturale.

I CAPELLI: meglio raccolti, per evitare scompigliamenti e seccature. Nel vero senso della parola. Per appoggiare la testa senza fastidi, puntate su uno chignon basso o una treccia, con le lunghezze avvolte da un velo dell’olio spray protettore che userete in spiaggia. Attenzione all’elastico, rigorosamente senza barretta di metallo, che non lascia segni.

CORPO: IN ESERCIZIO ANCHE IN QUOTA. Premessa: volare ha sull’organismo effetti da non sottovalutare. Ad oltre 10.000 metri sopra il livello del mare, l’apporto di ossigeno ai tessuti si abbassa, alterando la microcircolazione, i processi di rigenerazione della pelle e, sulle lunghe tratte, ne risentono anche bioritmo e ciclo sonno-veglia. Qualche piccolo esercizio per mantenere attiva la circolazione nel limite dello spazio c’è: primo, alzarsi ogni almeno una volta ogni due per fare due passi. Poi, ben appoggiati allo schienale, inspirare profondamente e contrarre gli addominali. Lo stesso vale per i glutei, da tenere contratti per qualche secondo e le braccia, con cui spingere con forza sui braccioli. Ruotare le caviglie. Sollevare i talloni con le punte dei piedi a terra, per tirare i polpacci. Portare ripetutamente le ginocchia al petto, in alternanza. Piegare la testa di lato prima verso le spalle e poi portare il mento verso il petto, contro i dolori alla cervicale. Ruotare le spalle in avanti e indietro. Tutto in ripetizioni da 10.

IL RESTYLING DELL’ATTERRAGGIO: il trucco per non sbarcare sconvolte è un makeup ultra light e intelligente, che giochi solo con le luci e non con il colore. Basta una BB o una CC cream idratante, illuminante, possibilmente con SPF ( se si atterra di giorno ). Una tinta multiuso rosata, liquida o in comodo stick cremoso, salva gote e labbra garantendo un effetto fresco e riposato senza bisogno di specchi nè applicatori. No al mascara last minute: in fase atterraggio è una vera impresa. Piuttosto, pensateci prima, ma con una formula waterproof a prova di sonno.